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Le conferme dell’Agenzia delle Entrate sul Canone Concordato

Published on 17 Ottobre 2018 by in Locazioni


Torniamo a parlare dei contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato, in particolare riguardo all’art. 1, come 8 del decreto 16 gennaio 2017.

Arrivano nuove conferme da parte dell’Agenzia delle entrate, che risponde in via ufficiale a un interpello presentato da una Federazione provinciale di categoria.

 

In sostanza l’Agenzia conferma quanto aveva già espresso alla richiesta di chiarimenti da parte di Confabitare. Ne avevamo parlato approfonditamente in questo articolo.

 

I chiarimenti forniti a Confabitare

 

Per ricapitolare, i chiarimenti già forniti riguardo il canone concordato possono essere riassunti nei seguenti punti:

 

  • È facoltativo il ricorso alle organizzazioni sindacali per quanto concerne la stipula del contratto di locazione
  • L’organizzazione sindacale deve, però, attestare l’idoneità (il famoso “timbro”)
  • Per i contraenti c’è l’obbligo di acquisire l’attestazione per dimostrare, in caso di verifica fiscale, la correttezza delle deduzioni utilizzate

 

Corretta stipula dei contratti a canone concordato

 

In buona sostanza il contratto di locazione può essere stipulato senza le associazioni ma è d’obbligo il loro ok tramite il timbro.

Validazione che avviene solo se il contratto è conforme agli accordi Comuni-Associazioni e ne rispetta tutti i parametri.

 

L’attestazione è obbligatoria per le agevolazioni fiscali?

 

L’Agenzia delle entrate conferma in blocco quanto aveva già chiarito in precedenza.

In particolare ribadisce due concetti importanti:

 

  • Per i contratti di locazione a canone concordato “non assistiti” l’attestazione rilasciata dalle associazioni produce effetti ai fini del conseguimento delle agevolazioni fiscali, perché conferma la corrispondenza tra contenuto economico e normativo del contratto di affitto all’Accordo Territoriale
  • Nei casi di contratti a canone concordato “non assistiti” stipulati in applicazione dell’Accordo Territoriale, le parti hanno l’obbligo di acquisire la vidimazione per poter godere delle agevolazioni fiscali. Questo presupposto si fonda sulla “…necessità di documentare alla pubblica amministrazione… la sussistenza di tutti gli elementi utili ad accertare sia i contenuti dell’accordo locale che i presupposti per accedere alle agevolazioni fiscali” (Risoluzione N. 31/E)

 

Il parere ufficiale dice: “L’attestazione non risulta necessaria… per i contratti di locazione stipulati prima dell’entrata in vigore del decreto ovvero anche successivamente, laddove non risultino stipulati Accordi territoriali… che hanno recepito le previsioni del decreto” (Risoluzione N. 31/E).

 

Comunque, sempre secondo l’Agenzia, l’allegazione dell’attestazione in fase di registrazione appare opportuna al fine di documentare la sussistenza dei requisiti” (Risoluzione N. 31/E). Quindi meglio comunque allegare l’attestazione.

 

L’imposta di bollo non va versata sull’allegato

 

Quando si allega l’attestazione va versata l’imposta di bollo?

La risposta è molto chiara: no.

Secondo l’Agenzia, infatti, “Qualora il contribuente proceda all’allegazione dell’attestazione in fase di registrazione… [si] prevede un trattamento di esenzione d’imposta… [per cui] non deve essere applicata l’imposta di bollo” (Risoluzione N. 31/E).

 

Certamente il decreto interministeriale 16 gennaio 2017 ha suscitato una serie di dubbi sulle modalità di registrazione dei contratti a canone concordato.

L’Agenzia delle entrate ha provveduto a ribadire le corrette linee per procedere e speriamo di avervi fornito una chiarezza maggiore dell’argomento.

 

Considerato che la materia è piuttosto complessa, il nostro consiglio è di affidarvi a ReGold per supportarvi nella registrazione dei contratti di locazione a canone concordato

 
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