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Antiriciclaggio e black list – Segnalazione operazioni sospette

Segnalazione operazioni sospette – Le black list

L’agente immobiliare come notai, banche e altri soggetti sono obbligati ad adempiere all’antiriciclaggio in base alla normativa vigente Decreto Legislativo n. 231/07. 

Antiriciclaggio-black-list-immobiliare

Ma non pensate che tutto si risolva con il “semplice” adempimento buracratico, bisogna andare oltre.
L’adempimento prevede una serie di verifiche e valutazioni specifiche  legate ad ogni singolo soggetto che partecipa all’operazione .

Significa che se nella pratica ho due venditori, un acquirente, il classico genitore che paga per il figlio che fa il rogito e magari è presente anche un procuratore, ciò vuol dire che devo avere nella pratica cartacea per 10 anni ben 8 schede antiriciclaggio.

Ogni “cliente” deve poi firmare una scheda e sempre per ogni cliente devo, io professionista obbligato, sottoscrivere personalmente una valutazione del rischio di riciclaggio in base a diversi parametri indicati nell’articolo 20 della legge vigente. Tutto per ogni pratica ovviamente, compravendite, locazioni, cessioni azienda e tutto dal momento della conclusione dell’affare (accettazione della proposta, ad esempio), in alcuni casi l’obbligo di verifica della clientela e di valutazione del rischio nasce addirittura dal momento dell’incarico.

Ogni pratica correlata da tali schede legate ad ogni singolo cliente è poi “riepilogata” in un Elenco della Clientela Antiriciclaggio, un vero e proprio libro generale riassuntivo.
Ma dicevano che fin qui tutto rientra nella quotidiana routine lavorativa…burocratica, nessun grosso problema.
Le difficoltà nascono dall’obbligo imposto dall’art. 41: “Segnalazione di operazioni sospette”.

Dal momento in cui entra in ufficio un potenziale cliente che vorrebbe affidarci una pratica dobbiamo attivarci da un punto di vista conoscitivo-indagativo. Non è uno scherzo ma l’attività che dobbiamo effettuare è proprio quella di cogliere delle anomalie, ad esempio,  del comportamento della persona che ho di fronte.

L’Ufficio Informazioni Finanziare della Banca d’Italia ha redatto un vero e proprio elenco di “indicatori di anomalia” che dobbiamo considerare per valutare e redigere la segnalazione telematica anonima di operatizione sospetta. Ad esempio se il cliente si rifiuta di sottoscrivere l’adeguata verifica della clientela, cioè non ci conferma le proprie generalità; caso molto più frequnte è quando il cliente è già segnalato per operazioni finanziarie sospette, riciclaggio e black list.

Tenete presente che in Italia si rilevano circa 63.000 segnalazioni ogni anno, effettuate perlopiù da notai, banche, Posta, agenti immobiliari. Altro caso se le informazione ci pervengono da terze figure oppure il cliente si dimosta vago sulle caratteristiche catastali e di provenienza degli immobili, ecc. .

L’elenco  conta un centinaio di indicatori di anomalia, dunque valutate voi…

Sempre con lo stesso provvedimento Delib. 616 del 24/08/10 la Banca d’Italia indica che gli intermediari devono adottare procudere interne e strumenti idonei per garantire la tempestiva segnalazione come ad esempio collegamenti automatici-telematici con Black List ufficiali.

In sostanza l’obbligo di dover segnalare implica l’attività preventiva di controllo e verifica su tali liste internazionali.
Un agente immobiliare è obbligato a burocratizzarsi sempre più a favore dell’attività preventiva interenazionale antiriciclaggio ed a propria scongiura di sanzioni amministrative e penali derivanti dal mancato adempimento.

 

 
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