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Agente immobiliare e Antiriciclaggio: ruolo di ordine pubblico

Published on 20 luglio 2012 by in Antiriciclaggio

Ormai è un dato di fatto: l’intermediario immobiliare ha assunto l’ulteriore ruolo di organo di controllo e di ordine pubblico.

 

Notai, avvocati, commercialisti, revisori contabili…e agenti immobiliari.  Inseriti nella grande cerchia dei controllori e segnalatori di operazioni sospette, illecite, potenzialmente criminose o terroristiche. Un’opera al servizio dello Stato, del Ministero dell’Economia, ausiliari delle Forze di Polizia.

Si ritenga un onore e non un onere.

Il riciclaggio di denaro trova come terreno fertile l’immobile.

L’agente immobiliare è il professionista che gestisce il rapporto tra vendita e acquisto dell’immobile, tra dismissioni e investimenti di patrimoni; in queste fasi la criminalità cerca di inserirsi ed infiltrarsi prepotentemente.

La movimentazione di denaro del settore è elevatissima, di tale volume una quota pari al 40% circa passa per l’attività dell’intermediazione prima di essere contabilizzato e analizzato dalle strutture bancarie, creditizie e statali.

Un professionista con un ruolo tale non può sottrarsi da un’azione di controllo di questo tipo. Al di là dell’obbligo normativo imposto (D.Lgs. n. 231/2007 e successive integrazioni e modifiche)  il compito di verificare adeguatamente la clientela ai fini dell’antiriciclaggio e della prevenzione del finanziamento del terrorismo, significa innanzitutto, certificare l’assunzione di un ulteriore ruolo altamente professionalizzante, impegno che tutela prima di tutto il proprio cliente e secondariamente  tutta la comunità. Non è dunque opportuno sentirsi “soggetti obbligati passivi” ma coinvolti in una operazione altamente qualificante capace di attribuire un connotato di rilievo e di alto livello all’agente immobiliare.

Non deve intendersi come opera di ausilio alla repressione che spetta notoriamente agli organi di Polizia dello Stato ma come attività preventiva alle operazioni sospette, operazioni che possono realmente transitare nell’ufficio del mediatore e dunque illecitamente chiamarlo in causa.

Gli adempimenti in tema di antiriciclaggio sono obiettivamente copiosi ma necessari:

- adeguata verifica della clientela che oltre alla mera identificazione del soggetto con cui si instaura un rapporto collaborativo continuativo significa verificare che tale individuo non rientri nelle così dette Black List e PEP List;

- valutare soggettivamente il Livello di Rischio per ogni cliente riassumibile in una scheda personale e dettagliata;

- monitorare costantemente per la durata del rapporto il potenziale rischio di riciclaggio dei clienti;

- archiviare e conservare la documentazione relativa alla clientela e alla tracciabilità delle operazioni;

- segnalare alle autorità competenti le infrazioni alla normativa e alle disposizioni di legge.

Un sacco di carta, di obblighi, di adempimenti e di tempo che l’agente immobiliare stenta ancora a digerire. Certo, indubbiamente non è possibile far rientrare tale adempimento come componente primario di reddito della propria attività.

Bisogna invece metabolizzare detto impegno e acquisirlo come parte determinante della propria reputazione professionale, un accrescimento, un riconoscimento di tutto valore.

 

Bosio Dario

 

 
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5 Comments  comments 

5 Responses

  1. Giancarlo

    Tutto bello, ma troppo comodo darci oneri senza poteri di controllo… Che autorità ho per fare certe ricerche? Ma se appena chiedo una qualunque informazione economica la prima risposta che ricevo è: mi spiace, ma c’è la legge sulla privacy, certe informazioni non possiamo fornirgliele!

  2. antonello

    Il controllo va fatto anche nei confronti di un ministro che acquista immobile per 2 milioni di euro e dichiara di possederne solamente 800 mila e che è certo che qualcuno glieli metterà a disposizione anche a sua insaputa?

  3. nel concordare con entrambi i commenti, aggiungo che noto come avete messo giù l’articolo… usavano la stessa enfasi quando parlavano della razza ariana o similari… chi ha scritto l’articolo probabilmente non ha mai avuto a che fare con con proprietari ultrasettantenni che non mettono neanche una firma per la privacy o con extracomunitari che fanno fatica a parlare, figurati a leggere… e poi, in base a quale competenza scientifica posso permettermi di segnalare una transazione ??? IL COMPRATORE SUDAVA COPIOSAMENTE E QUINDI SECONDO ME STAVA COMPIENDO UN ILLECITO !!! un povero cristo di agente immobiliare già deve fare lo psicologo per capire le reali esigenze dei clienti, già deve avere le nozioni tecniche di un geometra per presentare i materiali costruttivi, già deve fare il lavoro di un architetto per far capire come il tal immobile può essere trasformato, già deve fare l’amministratore condominiale e l’avvocato perchè è continuamente interpellato su questioni di tali settori… adesso deve fare anche il detective e la spia per uno stato che ha appena provveduto ad eliminarne l’albo ??

  4. Articolo ben descritto. Non entro nel merito di cio’ che sia giusto o sbagliato a riguardo della norma. E’ un obbligo imposto agli operatori e va rispettato. pensio che l’intera opetazione di archivio e identificazione sarebbe potuta essere piu’ semplice e razionale e non cosi’ macchinosa. Insomma troppa burocrazia giusto?

  5. A parte tutto quanto sopra, condivisibile, alemno ci dessero gratuitamente degli strumenti efficaci e di facile consultazione… invece le liste da consultare sono più di una, non si capisce quali devi usare, se usandole tutte (v. sito Banca Italia) hai adempiuto agli oneri, sono di difficile consultazione e non rilasciano un certificato dal quale emerga che hai fatto la tua indagine!
    Dateci prima gli strumenti e poi imponeteci gli obblighi! Sono onorato, perché lo sono, di poter contribuire a fare un po’ di pulizia, ma non a mie spese!

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