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Affitto negozi: arriva la cedolare secca

Published on 3 Aprile 2019 by in Locazioni

Ora è possibile registrare le locazioni C1 con l’agevolazione fiscale

Il tanto atteso aggiornamento RLI sulla registrazione dei contratti di locazione per la categoria C1 finalmente è arrivato. Gli affitti per i negozi rientrano nella cedolare secca, quindi niente imposta di bollo e Irpef ma la famosa quota fissa del 21%. L’aggiornamento era già disposto dal 1 gennaio 2019 ma non chiarito nella sua applicazione. In questo articolo vi spieghiamo cos’è successo e i motivi del ritardo.

Cedolare secca negozi: Il “buco” interpretativo 

Da inizio anno la legge ha previsto che i contratti di locazione per le categoria C1 rientrassero nell’universo “cedolare secca”. Purtroppo -come purtroppo spesso accade nel nostro paese- c’è stato un buco normativo durato mesi, durante il quale la stessa Agenzia delle Entrate non sapeva come comportarsi. Perchè? Il motivo è presto detto: con una circolare del 2011, l’Agenzia aveva chiarito che le parti contrattuali intente ad aderire al regime agevolato dovevano essere obbligatoriamente persone fisiche o associazioni no profit-onlus. Ovviamente la circolare è in contrasto con la normativa scattata il 1 gennaio. Il conduttore di un negozio difficilmente è una persona fisica. Si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di aziende che dunque, secondo un documento interpretativo portante, non avrebbe potuto ricadere all’interno dell’agevolazione fiscale. 

Le problematiche legate all’interpretazione non sono ancora finite. Per alcune normative (riguardanti in particolare le garanzie presenti nel contratto), si hanno pareri completamenti discordanti tra loro. Secondo L’art. 3, comma 2 del D.Lgs 23/2011, come modificato dall’articolo 4, comma 1-bis, D.L. 16/2012 si prevede: “sui contratti di locazione aventi a oggetto immobili ad uso abitativo, qualora assoggettati alla cedolare secca di cui al presente comma, alla fideiussione prestata per il conduttore non si applicano le imposte di registro e di bollo”. 

Rispetto al comma c’è chi sostiene che anche in caso di categoria C1 la fidejussione non si paga in quanto “assorbe” la cedolare, mentre secondo altri la tassa sulla garanzia va pagata visto che viene specificato “immobili ad uso abitativo”.

Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate

Il 23 marzo 2019, per fortuna, l’Agenzia delle Entrate ha preso posizione pubblicando sul suo sito la dichiarazione che deroga la circolare rispetto ai contratti di locazione per le categorie C1.

Si legge, infatti:

“Il regime della cedolare secca non può essere ai contratti di locazione conclusi con conduttori che agiscono nell’esercizio della attività d’impresa o di lavoro autonomo… Salvo quanto previsto per i locali commerciali classificati nella categoria C1 (novità introdotta dalla legge di bilancio 2019)

In conclusione: il regime agevolato della cedolare secca è (praticamente) possibile anche per la categoria C1. 

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